EVACLESIS
Lo Straordinario: un romanzo trappola

Ho scritto Lo Straordinario dal 2015 al 2017, per distrarmi, come ho detto, dalla stesura di un altro romanzo che era più personale e più doloroso, ovvero Amor. 
Poiché era un romanzo pensato per distrarmi, perché la scrittura non è un cilicio, o almeno non lo è sempre, ma è anche evasione, divertimento, la trama di questo libro è divertente ma anche inquietante, come uno di quei film che iniziano  in modo accattivante ma niente di che, e poi ti riservano tanti colpi di scena che ti chiedi cosa abbiano assunto gli sceneggiatori per tirare fuori una roba del genere. 

Ecco cos'è questo romanzo.
Neanche pensavo di pubblicarlo, poi per caso ho scoperto che la casa editrice Las Vegas, che aveva pubblicato il mio Guardrail, festeggiava i dieci anni di attività. E così l'ho proposto a loro in lettura, è piaciuto e il resto è storia, cioè è carta stampata. 

Un libro trappola con un vestito rosa e una copertina che fa pensare a qualcosa di femminile. 

Il romanzo infatti inizia con le vicende della protagonista, Lea, che a 37 anni in un colpo solo perde fidanzato, casa e lavoro. 
Travolta dalla sfiga, Lea ha un solo obiettivo in testa: provare a rimanere almeno a Milano, città che per lei rappresenta l'indipendenza. 
Ma il destino sembra sorriderle di nuovo, con l'offerta di un piccolo appartamento di periferia, in un condominio gestito da un gruppo di adorabili vecchietti, 
cariatidi che riempiono Lea di attenzioni, regali e coccole. E sullo sfondo degli inquilini che, con i proprietari, sono riusciti a mettere su un posto che funziona come una comune anni Settanta, autogestendosi in tutto. 
Bello, no? 

E infatti il condominio in questione si chiama, appunto, Lo Straordinario. 
Ma nessuno ti regala niente a questo mondo, e Lea scoprirà a sue spese che quell'angolo di Paradiso tanto Paradiso non è. 

Macchinazioni, complotti, pasticcini avvelenati e aperitivi al sambuco, uccellini che cantano ogni giorno alle sei del mattino, strane telefonate nel cuore della notte che provano a insinuare nella povera Lea il dubbio che Lo Straordinario sia in realtà non solo un luogo ameno, ma una gabbia dorata. 
Riuscirà Lea a scappare dal guaio in cui si è cacciata?
Cosa si nasconde dietro questo condominio speciale, fatto di persone speciali e un po' troppo impiccione?

Sì, lo so, ho degli strani modi io di divertirmi. Potevo uscirmene e ubriacarmi, invece ho scritto un romanzo per giocare con il lettore, per stuzzicarlo e magari terrorizzarlo un po'.
Ho provato con gli scacchi, ma le mie partite durano ore e i miei avversari tentano il suicidio. 
Un tempo si diceva "datti all'ippica", ma nel Sud da dove provengo i cavalli scarseggiano e io sono nana. 
Dunque ho scritto questo romanzo.
Se vi piacciono le trame non scontate, se volete mettervi alla prova e provare a sbrogliare la matassa, se amate i complotti, Lo Straordinario è pane per i vostri denti. Con l'uvetta. Ma avvelenato. 

Onore ai ragazzi della Las Vegas edizioni per averlo pubblicato, per festeggiare (e io con loro) i dieci anni della casa editrice. 

Lo trovate qui. 

Foto: la foto non  è mia, è del blog LiberidiScrivere, di Giulietta Iannone, che sullo Straordinario ha scritto una recensione molto bella che vi invito a leggere. 
https://liberidiscrivere.com/tag/las-vegas-edizioni/

 

 

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