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Amor: il romanzo del corpo (e di un amore)

Avete presente quelli che dicono di diffidare di un autore che pubblica un libro all'anno? Perché se scrive tanto e pubblica spesso, allora automaticamente significa che è un cane? Che magari non scrive libri di qualità?

Che scrivere libri richiede anni?
Sì? Insomma, avete presente?

Ebbene, è una sciocchezza. 
Non conta quanto pubblica uno scrittore. Né conta il tempo che impiega a scrivere qualcosa. 

Uno scrittore può metterci dieci anni a scrivere e scrivere un libro mediocre. 
Può metterci dieci giorni e scrivere un libro eccellente. 

Tutto dipende non da quanto tempo impieghi a scrivere, sebbene ovviamente più tempo un autore dedica a un libro e meglio è in generale, ma da cosa scrive e da come lo fa. 

Neanche i tempi della pubblicazione dipendono da uno scrittore: ma dall'editore. 

Finora ho preferito pubblicare con piccoli e medi editori perché da quando fornisco loro il libro in lettura a quando il libro si pubblica, passano mesi e al massimo un anno. A volte, invece, possono passare anni solo per farsi leggere e farsi pubblicare. 
Chiaramente, più importante è la casa editrice, più questa casa editrice avrà un catalogo enorme, con lunghe programmazioni e lunghi tempi di lettura e attesa dalla ricezione dei manoscritti. 

Magari uno scrittore pubblica un libro ogni 5 anni, di cui 4 passati a proporlo alle case editrici tramite un agente, attendere i contratti, essere inserito nella programmazione.

Ecco perché non sempre il tempo tra una pubblicazione e un'altra significa che l'autore ha impiegato anni per scrivere quel libro.  

Ma c'è di più.

Esistono libri che sono stati scritti in pochissimo tempo, in giorni o settimane, eppure sono dei capolavori. 
Per esempio Kubin impiegò solo dodici settimane per scrivere un libro che per me è un capolavoro: "L'altra parte", pubblicato da Adelphi. 

Con questo non voglio dire che io scrivo libri di qualità o addirittura capolavori. 

Voglio dire che detesto i luogi comuni e che scrivo come scrivo. E il tempo per me è relativo.
Il tempo di pubblicazione poi va oltre le mie intenzioni. 

Nel 2018 sono uscita con due romanzi. Non pubblicavo dal 2014, e per scriverli entrambi ci ho messo circa tre anni. 
Di più, perché Amor nasce nell'autunno del 2014. E l'ho ultimato a gennaio del 2018. 

Eppure Amor è un romanzo molto sentito e sofferto per me.

Innanzitutto è un romanzo che possiamo definire esistenzialista, breve ma curato molto
nella scrittura, nello stile. Amor è il risultato di un lavoro enome. Non solo vi ho dedicato tempo, ma in molte occasioni sono stata presa dallo sconforto. 
Mio marito, Ivan Arillotta, mi scriveva delle brevi mail per incitarmi a continuarlo.
Perché a differenza mia, lui non ha avuto tentennamenti nel giudicarlo. 

Di recente le ho ritrovate. Si riferiscono alla primissima stesura. 

A febbraio del 2015 Ivan  per esempio mi scriveva: 
"Io ho il pregiudizio che ti verrà una gran cosa, vedremo"

Ora. Mio marito e io abbiamo una cosa in comune.
Vorrei avere più cose in comune con lui, per esempio la sua intelligenza. 

La cosa in comune è che siamo due persone oneste. Che hanno scelto di dire la verità, a chiunque e comunque, a partire da loro stessi. 
Mio marito non è capace di mentire né a me né ad altri. Se qualcosa a lui non piace, state sicuri che lo dirà.
Questo riguarda anche la scrittura. 

Non importa se a scrivere sono io, il Papa, il vicino di casa o un totale estraneo. 
Non mi dice quello che mi dice per amore. Anzi.
Quando vuole, mi critica senza pietà. 
Non per sadismo, ma perché non può mentire, è semplice. 

Tutto questo per dirvi che su questo romanzo ci ho buttato, letteralmente, il mio sangue. 
E non mi interessa se lo pubblico nello stesso anno in cui pubblico un altro libro. 

Se avete questo pregiudizio, semplicemente evitate di leggere questo o altri libri miei.
Se non avete pregiudizi, leggete Amor. 

Amor parla di una donna che sceglie di dire una piccola bugia. Possiamo definirla una bugia bianca.
Questa donna è depressa: è stata abbandonata dal marito, che ora vive con un'altra, e ha subito un incidente che le ha spezzato la vita.
Finché non riceve una telefonata. 

Il tizio che l'ha chiamata ha sbagliato numero. Cerca un'altra donna. Una donna di cui è innamorato e che ha la voce identica alla protagonista.
E lei che fa? La nostra eroina si finge la donna amata dallo sconosciuto. 
Per gioco. Per solitudine. Per catarsi. 

Ma il punto è che non si gioca con i sentimenti degli altri. 
E questo, in sintesi, è Amor. 

Lo potete trovare qui o chiedere in libreria. 
L'autore sono io e l'editore è Miraggi. 

Se volete leggerlo, fatelo senza pregiudizi. 
 

 

 

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